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Garlasco: le nuove indagini sul delitto di Chiara Poggi

A diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco torna al centro dell’attenzione giudiziaria. Le nuove tecnologie forensi — mappature 3D, laser scanner, analisi genetiche avanzate — stanno offrendo una rilettura completa della scena del crimine e delle tracce raccolte nel 2007. Elementi che potrebbero aprire scenari inattesi su uno dei delitti più discussi della cronaca italiana.

Le nuove anomalie rilevate dai RIS

Già nel 2007 i RIS avevano segnalato due elementi atipici: tre gocce di sangue davanti al divano e una traccia ematica sulla parete della scala. Oggi, grazie alla mappatura tridimensionale, queste anomalie vengono rianalizzate per verificare se siano compatibili con la dinamica ricostruita all’epoca.

Nuove indagini e possibili sviluppi

Il nuovo sopralluogo — durato sette ore — servirà a creare un modello digitale completo dell’abitazione. La Procura attende una ricostruzione 3D, il riposizionamento delle foto originali e una rilettura della dinamica. Al centro delle verifiche c’è anche la posizione di Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, che potrebbe essere stato presente sulla scena del delitto.

Il ruolo di Andrea Sempio

Gli investigatori stanno riesaminando tabulati telefonici, alibi e impronte. Un punto chiave sarà l’incidente probatorio del 17 giugno, in cui verrà rivalutata la “impronta 33”, attribuita a Sempio. Il suo DNA, trovato sotto le unghie della vittima, è oggi considerato significativo grazie a nuove tecniche genetiche.

Le reazioni della famiglia Poggi

La famiglia Poggi ha espresso disappunto per notizie ritenute false e diffamatorie, ribadendo fiducia negli inquirenti. Anche la difesa di Alberto Stasi — condannato in via definitiva — accoglie positivamente i nuovi accertamenti, auspicando chiarezza definitiva.

Perché si torna sulla scena del delitto

Le nuove tecnologie permettono oggi ciò che nel 2007 non era possibile: ricostruire in 3D la scena del crimine, riposizionare ogni traccia e verificare la compatibilità con la dinamica ufficiale. Inoltre, emergono dubbi sugli alibi e sulla possibile presenza di più persone coinvolte.

Perché il DNA di Sempio è diventato centrale

Il DNA di Sempio, trovato sotto le unghie di Chiara, non è compatibile con un contatto indiretto. Secondo la nuova consulenza genetica, quel materiale biologico indica un’interazione diretta avvenuta poco prima del delitto. Nessuna traccia dei familiari o di Stasi è stata rilevata nelle stesse zone.

La consulenza di Carlo Previderé

Il genetista Carlo Previderé ha stabilito che il DNA di Sempio è “perfettamente compatibile” con quello trovato su due dita della vittima. È stato inoltre individuato un secondo DNA maschile non identificato. Questi elementi hanno portato alla riapertura del caso.

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