Banda della Magliana: la storia criminale che ha segnato Roma e l’Italia
La Banda della Magliana è stata la più potente organizzazione criminale mai nata a Roma. Attiva tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Novanta, unificò le diverse “batterie” della capitale trasformandosi in un sistema criminale strutturato, ricchissimo e capace di intrecciare rapporti con mafie, politica, servizi segreti deviati e ambienti eversivi. Una storia che ancora oggi rappresenta uno dei capitoli più oscuri della cronaca italiana.
Struttura e modalità operative
Un modello criminale unico a Roma
La Banda della Magliana impose ai suoi membri regole ferree: esclusività nelle attività criminali, divisione dei proventi e una struttura interna simile alle grandi organizzazioni mafiose. Nata da un’idea di Nicolino Selis e sviluppata da figure come Maurizio Abbatino, Franco Giuseppucci ed Enrico De Pedis, riuscì a unificare la criminalità romana sotto un’unica sigla.
Le attività principali
Dalle rapine ai sequestri, dal gioco d’azzardo al traffico di droga, fino al riciclaggio e ai colpi ai caveau: la Banda controllava interi settori economici della capitale, diventando una potenza criminale senza precedenti.
Impatto e rappresentazione
La Banda ha lasciato un segno profondo nell’immaginario collettivo italiano. Libri, film e serie come Romanzo Criminale hanno raccontato la sua ascesa e la sua caduta, trasformandola in un simbolo della Roma criminale degli anni Ottanta. Dietro la rappresentazione cinematografica si nasconde però una realtà fatta di violenza, alleanze oscure e misteri ancora irrisolti.
Origini e membri principali
La nascita dell’organizzazione
La Banda nacque nella seconda metà degli anni Settanta, quando Selis propose di unificare le batterie romane. L’incontro tra i gruppi di Selis, i testaccini di De Pedis e la fazione di Giuseppucci diede vita a un’organizzazione potente e ambiziosa.
I protagonisti
Tra i membri principali figuravano Selis, Abbatino, Giuseppucci, De Pedis, Danilo Abbruciati, Claudio Sicilia e numerosi altri affiliati provenienti da diversi quartieri della capitale.
Rapporti con i servizi segreti
Uno degli aspetti più controversi riguarda i rapporti tra la Banda e settori dei servizi segreti italiani. Contatti, incontri e collaborazioni informali avrebbero legato alcuni membri della Banda a funzionari del SISMI e del SISDE, soprattutto negli anni più turbolenti della storia repubblicana.
Servizi deviati e operazioni clandestine
Coperture e protezioni
Secondo diverse inchieste, la Banda avrebbe goduto di protezioni e coperture da parte di settori deviati dello Stato, ottenendo impunità e informazioni riservate.
Depistaggi e operazioni oscure
La Banda sarebbe stata utilizzata per operazioni clandestine, depistaggi e attività eversive, soprattutto negli anni della strategia della tensione.
Legami con le mafie italiane
Camorra, Cosa Nostra, ’Ndrangheta
La Banda intratteneva rapporti stretti con Cutolo, Bontate, Calò e alcune ’ndrine calabresi. Queste alleanze garantivano traffici, protezioni e affari miliardari.
Il ruolo di Massimo Carminati
Carminati, figura chiave, fungeva da ponte tra Banda, estrema destra e ambienti criminali nazionali, facilitando mediazioni e contatti riservati.
Indebolimento interno
Conflitti interni, rivalità personali, lotte di potere e pressioni giudiziarie iniziarono a minare la compattezza della Banda. Arresti, pentimenti e faide sanguinose portarono alla disgregazione del gruppo.
Declino e fine della Banda
Gli omicidi dei capi storici
La morte di Giuseppucci, De Pedis e altri membri segnò l’inizio della fine. Il pentimento di Abbatino fu decisivo per ricostruire la storia interna della Banda e portare a numerosi processi.
La dissoluzione
Negli anni Novanta la Banda perse progressivamente il controllo dei traffici romani, fino a dissolversi sotto il peso di arresti, collaborazioni e vendette interne.
Documentari sulla Banda della Magliana
Una selezione di approfondimenti video che ricostruiscono storia, indagini e testimonianze.
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