La madre di Eleonora Bottaro muore rifiutando le cure

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Rita Benini, seguace del metodo Hamer come il marito, affronta il tumore senza terapie: un’altra vita spezzata nella famiglia Bottaro

A dieci anni dalla morte di Eleonora Bottaro, la giovane padovana deceduta nel 2016 dopo aver rifiutato la chemioterapia per volontà dei genitori, la storia si ripete in modo drammatico. La madre, Rita Benini, è morta a 60 anni dopo aver scelto di non sottoporsi alle cure oncologiche consigliate dai medici. Una decisione maturata nello stesso solco ideologico che aveva segnato la vicenda della figlia: il metodo Hamer, una teoria priva di basi scientifiche che attribuisce il cancro a conflitti interiori e propone vitamina C e psicoterapia al posto delle terapie mediche.


Indice rapido

La storia della famiglia Bottaro

La vicenda della famiglia Bottaro è nota da anni: nel 2016 la figlia Eleonora, appena diciottenne, morì per una leucemia linfoblastica acuta. I medici avevano stimato per lei una possibilità di guarigione attorno all’80%, ma i genitori rifiutarono la chemioterapia, convinti che la malattia fosse il risultato di un trauma emotivo e che potesse essere affrontata senza farmaci. Nel 2023 la Cassazione condannò entrambi per omicidio colposo, riconoscendo che la scelta di negare le cure aveva privato la ragazza di una concreta possibilità di sopravvivere. Una ferita che non si è mai rimarginata e che oggi torna a sanguinare.

La malattia di Rita Benini

Negli ultimi mesi, Rita Benini aveva iniziato a soffrire di forti dolori alla lingua, tanto da mordere involontariamente il tessuto durante la notte. Un intervento chirurgico aveva rivelato la presenza di una massa tumorale, confermata poi dagli esami successivi. I medici avevano indicato la necessità di un percorso di chemio e radioterapia, ma la donna ha rifiutato ogni trattamento, sostenendo che il destino dovesse “fare il suo corso”. È morta nella sua casa di Bagnoli di Sopra, assistita dal marito Lino.

Il credo Hamer e le convinzioni della coppia

Rita Benini e Lino Bottaro erano da anni seguaci del metodo Hamer, una teoria che attribuisce l’origine dei tumori a conflitti psichici irrisolti e propone rimedi alternativi come vitamina C, psicoterapia o agopuntura. Una dottrina priva di validità scientifica, più volte smentita dalla comunità medica internazionale. Nonostante ciò, la coppia ha sempre rivendicato coerenza e libertà di pensiero, sostenendo di essere stata vittima di un sistema sanitario e giudiziario ostile. Anche di fronte alla malattia terminale, Rita non ha mai messo in discussione le proprie convinzioni.

La vita di Lino Bottaro dopo le tragedie familiari

Oggi Lino Bottaro è rimasto solo. Nel 2013 aveva già perso il figlio Luca, morto a 22 anni per un aneurisma cerebrale. Secondo la loro interpretazione hameriana, proprio quel lutto avrebbe scatenato la malattia di Eleonora. Nonostante tutto, Lino continua a lavorare nel suo studio fotografico di Conselve e afferma di credere in una dimensione spirituale oltre la vita. I funerali di Rita Benini si terranno nella chiesa di Bagnoli di Sopra.

Commento editoriale

La storia della famiglia Bottaro è una tragedia che si ripete, un cerchio che non si chiude mai. È il simbolo di quanto possa essere devastante la forza di una convinzione quando si sostituisce alla scienza, alla medicina, alla realtà. Non è solo una vicenda privata: è un monito pubblico, un caso che interroga la società su quanto sia fragile il confine tra libertà di scelta e responsabilità verso la vita. Rita Benini ha seguito fino all’ultimo un credo che le ha portato via una figlia, un figlio e infine se stessa. E mentre Lino Bottaro continua a difendere la propria visione del mondo, resta una domanda che pesa come un macigno: quante vite devono spezzarsi prima che l’illusione ceda il passo alla ragione?

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