Commento sull’articolo di oggi di Maurizio Belpietro su La Verità

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L’Europa del doppio gioco: moralista in pubblico, complice in privato

C’è un’Europa che predica pace, democrazia, valori, solidarietà. E poi c’è l’Europa reale: quella che compra il gas di Putin, assicura le sue petroliere, alimenta la sua guerra e allo stesso tempo si batte il petto davanti alle telecamere. Un continente che ha fatto dell’ipocrisia un’arte, della doppia morale una strategia, della contraddizione un modello di governo. Il testo di Maurizio Pietro lo dimostra con una chiarezza estrema, a partire dal titolo: “L’Europa compra l’energia di Putin e gli garantisce anche le petroliere”.


Indice rapido

La flotta ombra: il grande inganno energetico europeo

Mentre Bruxelles approva pacchetti di sanzioni a raffica – venti, più un ventunesimo in arrivo – la realtà è che il petrolio russo continua a scorrere verso l’Europa come se nulla fosse. A garantirlo è la flotta ombra, un esercito di circa 1.700 navi che trasportano il greggio sotto embargo, coperte da un sistema di intermediari, riassicurazioni e polizze multiple che coinvolgono anche istituti finanziari europei.

È la più grande presa in giro degli ultimi anni: l’Europa sanziona con una mano e firma le assicurazioni con l’altra. Le petroliere fantasma, vecchie e pericolose, continuano a navigare grazie a coperture che – direttamente o indirettamente – riconducono ai mercati finanziari dell’Unione.

La verità è semplice: senza l’Europa, la flotta ombra non potrebbe muoversi. E senza la flotta ombra, Putin non potrebbe vendere il suo petrolio. Il resto è propaganda.

Il doppio gioco dei leader europei

Se c’è una parola che descrive perfettamente l’Europa, è questa: ipocrisia. La Treccani la definisce “simulazione di buoni sentimenti”. E non c’è definizione più adatta ai leader europei.

Emmanuel Macron, che si filma mentre “combatte” la flotta ombra, è lo stesso che compra 413 milioni di dollari di gas liquido russo in un solo mese. Pedro Sánchez, fino a poco tempo fa, era il campione europeo di importazioni di GNL russo. Belgio e Spagna seguono a ruota. Slovacchia e Ungheria continuano a comprare metano e petrolio via gasdotto, come se la guerra non esistesse.

E Bruxelles cosa fa? Toglie dal ventunesimo pacchetto di sanzioni proprio le misure che avrebbero interrotto questi rapporti energetici. Una farsa. Una sceneggiata. Una commedia dell’assurdo recitata male.

L’Europa parla di valori, ma compra energia dal nemico che dice di voler sconfiggere. È come dichiarare guerra al fuoco e poi versarci sopra benzina. i traffici eurpei che l'europa ignora o vuole ignorare di proposito

La minaccia ambientale che l’Europa finge di non vedere

L’Europa che vuole “salvare il pianeta” è la stessa che chiude gli occhi davanti alla flotta ombra: navi vecchie, arrugginite, mal manutenute, a rischio naufragio. Un disastro ambientale pronto a esplodere.

Gli ucraini le colpiscono, e i precedenti non mancano: – un tanker danneggiato davanti alla Liguria nel 2025 – la metaniera Arctic Metagaz alla deriva vicino Malta dopo un attacco di droni

E se una di queste navi affondasse? Chi pagherebbe i danni? Le stesse compagnie europee che – ironia della sorte – assicurano le petroliere russe. Sarebbe il colmo, ma è anche lo scenario più probabile.

L’Europa parla di transizione ecologica, ma continua a fare affari con la flotta più inquinante e pericolosa del pianeta. Una contraddizione talmente enorme da non poter essere ignorata.

Analisi conclusiva: l’Europa che finanzia la guerra che dice di voler fermare

Il quadro finale è devastante: la Russia continua a resistere anche grazie all’Europa. Le sue fonti di profitto si stanno riducendo, le truppe sono in difficoltà, le raffinerie vengono colpite. Ma Mosca non arretra.

Perché? Perché l’Europa continua a comprare la sua energia. Perché l’Europa continua ad assicurarne le navi. Perché l’Europa continua a mantenere attivi i canali economici che avrebbero dovuto essere chiusi da tempo.

È un continente che predica moralità ma pratica convenienza. Che parla di pace ma finanzia la guerra. Che condanna Putin ma gli paga il carburante.

In questa storia, l’Europa non è il paladino della libertà che ama raccontare. È il miglior alleato involontario del Cremlino. Putin non poteva desiderare un nemico migliore.


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