Wax, il “miele dello sballo”, 17enne in rianimazione a Napoli

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La nuova frontiera dello sballo che arriva in vasetti dorati e promette “solo un tiro”

Il Wax non è una leggenda metropolitana, né l’ennesima moda passeggera. È una sostanza che sembra innocua, confezionata come un cosmetico, profumata come un dolce, venduta come un derivato “naturale”. Eppure, dietro quella cera ambrata, c’è un concentrato di THC capace di travolgere un ragazzo in pochi minuti. L’ultimo caso, a Napoli, ha il volto di un 17enne finito in rianimazione dopo un pomeriggio che doveva essere solo “una prova”. Una prova che gli è esplosa addosso.


Indice rapido

Cos’è davvero il Wax e perché seduce i giovanissimi

Il Wax è un estratto di cannabis che non assomiglia a nulla di ciò che i ragazzi hanno visto finora. Non è erba, non è hashish, non è olio. È una cera compatta, dorata, che si spezza come un cristallo e profuma come un dolce. Un prodotto che sembra artigianale, quasi gourmet. Ma dietro quell’aspetto rassicurante c’è un processo di estrazione che concentra il THC fino a livelli che superano l’80%. Una percentuale che non lascia margini di errore: basta un granello, un frammento, per alterare completamente la percezione. Il nome “miele dello sballo” non è solo marketing: è un invito mascherato, un modo per rendere appetibile qualcosa che, in realtà, è tutto fuorché innocuo.

Come si consuma e perché è così pericoloso

Il Wax si scioglie, si vaporizza, si mescola ai liquidi delle e-cig. È pensato per essere invisibile: niente odore forte, niente fumo denso, niente rituali. Un tiro, due al massimo, e il corpo viene investito da un’ondata di THC che non lascia scampo. I medici parlano di effetti immediati: perdita di equilibrio, tachicardia, nausea violenta, disconnessione dalla realtà. E poi c’è l’altra faccia del problema: i solventi. Per estrarre il THC si usano sostanze che, se non eliminate correttamente, finiscono nei polmoni. E lì fanno danni che non si vedono subito, ma arrivano.

Il caso di Napoli: un vasetto, tre ragazzi e un collasso improvviso

A Napoli, in una casa qualunque, tre ragazzi — 17, 19 e 22 anni — aprono un vasetto. Dentro c’è il Wax, acquistato online. “Ne basta un cucchiaino”, dicono. Lo sciolgono, lo inalano. Passano pochi minuti. Il 17enne sbianca, barcolla, cade. Respira male. Gli amici si spaventano, chiamano aiuto. All’ospedale di Frattamaggiore arriva in condizioni critiche. I carabinieri della Tenenza di Arzano entrano in casa, trovano il vasetto. Il padre del ragazzo lo consegna senza esitare. Gli altri due giovani vengono dimessi dopo ore di osservazione. Il minorenne, invece, resta in rianimazione. Prognosi riservata. Una serata nata per “provare una cosa nuova” si è trasformata in un incubo.

I precedenti in Italia: una scia silenziosa

Il Wax non è un fulmine a ciel sereno. Nel 2022, a Imperia, due ragazzi — uno minorenne — vennero fermati dopo una fuga in scooter: in tasca avevano un flacone di Wax. Nel 2025, in provincia di Bari, i carabinieri della Compagnia di Triggiano sequestrarono la sostanza a un uomo di 73 anni che la custodiva insieme ad altre droghe. Eppure, nonostante questi segnali, il fenomeno è rimasto sottotraccia. Nessun allarme pubblico, nessuna campagna informativa. Solo piccoli episodi isolati, ignorati finché non diventano emergenza.

Commento editoriale

Il Wax è la perfetta metafora del nostro tempo: una sostanza che sembra innocua, confezionata bene, venduta meglio, nascosta dietro nomi accattivanti. È la droga che non fa paura perché non assomiglia a una droga. E proprio per questo è pericolosa. I ragazzi non la percepiscono come un rischio, i genitori non sanno cosa sia, le istituzioni arrivano sempre dopo. Il caso del 17enne di Napoli non è un incidente: è un campanello d’allarme che suona da anni, ma che nessuno ha voluto ascoltare. Finché continueremo a inseguire le emergenze invece di anticiparle, continueremo a raccontare storie come questa: vasetti dorati che promettono euforia e consegnano ospedali, famiglie che scoprono troppo tardi cosa circola nelle stanze dei figli, un mercato che corre più veloce di chi dovrebbe controllarlo. Il Wax non è il futuro della droga: è il presente. E lo stiamo guardando accadere senza avere il coraggio di chiamarlo per nome.

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