cuneoman ha scritto: 14 gen 2020, 10:52
serge ha scritto: 14 gen 2020, 10:35
In Inghilterra si vota con una legge elettorale risalente alla fine del diciottesimo secolo,in Francia con lo stesso sistema elettorale del 1958,in Germania dal 1949,in Spagna dal 1977. Invece noi italiani ,quasi avessimo un gusto perverso a complicare le cose, ad ogni cambio di maggioranza abbiamo l'esigenza (sic) di una nuova legge elettorale. Stendiamo un velo pietoso su quanto partorito in passato...Per contro,da più parti si lamenta il numero eccessivo di partiti e partitini che non garantirebbe la “governabilità”, mentre continua la nascita di nuove formazioni politiche con lo scopo dichiarato di fare da “bilancia”(!) tra i partiti di maggior consenso.A mio modesto parere,per rimediare a tale obbrobrio un modo ci sarebbe: una legge elettorale maggioritaria secca,senza doppio turno con collegi uninominali. Chi vince va in Parlamento,chi perde resta a casa. Troppo semplice per chi gode quotidianamente degli intrallazzi della politica, vero?.
I partiti, TUTTI, tendono a scriversi una nuova legge elettorale su misura a fine mandato, è questo il punto. Se poi lo fanno in modo anticostituzionale questo
serve allo scopo e da la scusa per essere modificata in breve periodo.
Un eccessivo premio di maggioranza è stato bocciato dalla Corte Costituzionale, certo potrebbe restare, ma senza eccessi. Ad esempio il doppio turno potrebbe essere molto vantaggioso in questo, specie per evitare la solfa del "voto inutile" o "voto turandosi il naso" al primo turno.
Per il resto il bipolarismo ha creato inutili accozzaglie, come citavi anche tu, ora che in Europa tutti i sistemi elettorali hanno problemi, per noi è pure peggio. Non ho una soluzione, il doppio turno mi piace, ma l'importante è che chi vince deve poter governare e durare.
Ecco, magari darei un pò più di potere, numeri al vincitore, ma li renderei più democratici, ovvero eliminare i voti di fiducia, i decreti legge e tutti quei sistemi per approvare una legge senza farla vagliare dal parlamento. Anche perchè avere un governo debole che scavalca il parlamento non ha niente di democratico, non è efficiente e alla fine cade in poco tempo. E i partitini che lo compongono hanno più potere di chi ne ha la maggioranza
I partiti, TUTTI, tendono a scriversi una nuova legge elettorale su misura a fine mandato, è questo il punto.
E' vero. Questo è il punto. Ma che fare? Personalmente vedo due possibili soluzioni per evitare che a fine legislatura, sulla base dei sondaggi, il partito o la coalizione che in quel momento ha la maggioranza in Parlamento, faccia una Legge elettorale al solo scopo di esaltare la propria vittoria o minimizzare quella dell'avversario. La prima soluzione è quella di trasformare la legge elettorale da legge ordinaria a legge costituzionale. Questo renderebbe di fatto impossibile cambiare una legge elettorale. La seconda possibilità che è quella che a me piacerebbe di più, potrebbe essere resa operativa con una modifica marginale:
la legge elettorale appena approvata non può essere usata alla prossima elezione ma a quella successiva.
Un eccessivo premio di maggioranza è stato bocciato dalla Corte Costituzionale, certo potrebbe restare, ma senza eccessi.
Sì. Fu bocciato perché "ECCESSIVO" ma anche perché "INDETERMINATO". La legge prevedeva infatti che chi avesse preso un voto in più, avrebbe avuto in premio un numero di parlamentari per portare la sua consistenza numerica in Parlamento, al 55% dei seggi. Per questo "il premio" fu considerato "indeterminato". Quello "determinato" avrebbe dovuto, per esempio, dare in premio un numero fisso di parlamentari. Per inciso, il "PREMIO INDETERMINATO" è l'unica misura in grado di dare sempre e comunque la maggioranza a chi prende un voto in più degli altri.
Non ho una soluzione, il doppio turno mi piace, ma l'importante è che chi vince deve poter governare.
Mah, il doppio turno non dispiace neppure a me, specialmente in una società multipolare. Attenzione però che vi sono varie forme di "doppio turno". Noi consideriamo spesso il sistema per eleggere il sindaco o quello per eleggere il Presidente della Repubblica in Francia: i primi due vanno al ballottaggio. Sempre in Francia l'elezione per l'Assemblea Nazionale prevede un doppio turno al quale sono ammessi tutti i partiti che superino il 12,5% dei consensi al primo turno.
Ma i partiti che rimangono fuori, possono fare un'alleanza con un partito ammesso al ballottaggio e rientrare dalla finestra? Non lo so. Ma è un punto importantissimo del "doppio turno".
Per il resto il bipolarismo ha creato inutili accozzaglie
Più che inutili, direi dannosissime accozzaglie. Basti pensare alle due volte che Prodi vinse le elezioni ma il suo governo durò circa due anni. Per vincere aveva messo in una stessa accozzaglia Bertinotti e Mastella! C'era persino un certo Caruso che fu anche ministro. intervistato, alla domanda quali sono le sue esperienze precedenti, il neo ministro
rispose:"Di tutte le "spese proletarie" degli ultimi anni, dal Brennero alla Sicilia, non me ne sono persa nemmeno una!"
Il sistema elettorale che aveva prodotto tali mostri, compreso un Governo con 104 membri era il Mattarellum, così chiamato perché il relatore era l'attuale Presidente della Repubblica.
...ovvero eliminare i voti di fiducia, i decreti legge e tutti quei sistemi per approvare una legge senza farla vagliare dal parlamento.
Penso che per "eliminare i voti di fiducia" tu intenda che non si possa porre la fiducia all'approvazione di una legge, non che il Parlamento non possa sfiduciare il Governo... ho capito bene? Guarda che così i Governi cadrebbero molto più facilmente... Esempio: il Parlamento boccia la Legge Finanziaria (ora si chiama "Legge di stabilità" se non sbaglio). Cosa potrebbe mai fare il Governo se non rassegnare le dimissioni?
I "Decreti Legge" non scavalcano il Parlamento. Sono semplicemente leggi d'urgenza (ad esempio l'aumento delle accise sulla benzina) che se non confermato dal Parlamento entro 60 giorni decadono.
In conclusione, a me sembra che il Rosatellum, la legge elettorale in vigore, sia una buona legge: il 36% di collegi uninominali ed il 64% di circoscrizioni proporzionali. Magari io farei il 50 e 50.
Quello che lascia veramente esterefatti è la posizione del PD che da decenni si batte per il maggioritario ed adesso, folgorato sulla via di Damasco del "sotto il 20%" si è convertito al proporzionale che ha osteggiato, anche nel recentissimo passato con toni perentori. Sono certo che quando i sondaggi lo daranno al 40%, ritornerà, come se niente fosse, ad appoggiare il sistema maggioritario!