cuneoman ha scritto: 22 dic 2019, 1:05
Io preferirei intorno ad un tavolo 7 persone (si fa per dire) Berlusconi, DiMaio, Salvini, PD (non metto il nome, tanto cambia di continuo!!

), Meloni, Rizzo, Pannella (lo so che è morto, ma a Radio Radicale pare non se ne siano ancora accorti!!) che averne 1.000 che portano fogli di carta da esporre, scarpe da sfilarsi, dichiarazioni di matrimonio, interventi assolutamente inutili, idee pari a zero, gente che pensa solo al vitalizio o a far cadere il governo solo dopo aver maturato i diritti necessari, persone inutili. A DiMartedì c'era una dei 5 stelle (e quando ci vuole ci vuole) che starnazzava, parlava di banche senza avere la minima idea di cosa fossero ecc. ecc. E potrei citarne a decine per ogni partito, oltre quelli seduti in parlamento per non essere seduti a Regina Coeli...
La riduzione dei parlamentari è un primo passo e ce l'abbiamo in tasca,
il prossimo è decidere noi chi mandare, poi magari avere dei "Senatori regionali" all'americana e avanti così. Basta Razzi e Scilipoti, solo più Berlinguer, Moro e CASINI (scherzo ovviamente!! ;) ).
Abbiamo fatto tanto per avere questo, alle urne ricordiamocelo. E ricordiamoci quanto ci costa un senatore* che si fa pagare la casa con i nostri soldi ecc (e sulle case possiamo mettere un politico di qualunque partito!)
«curva Fanfani»
*
http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 19402.html
Non dici niente di nuovo. Le preferenze le abbiamo sperimentate per per ben 46 anni: dal 1946 al 1992 con risultati decisamente sconfortanti. La Legge prevedeva che ogni elettori potesse dare 4 preferenze scelte da una lista di 80 candidati del Partito che aveva votato. Questo a livello di Circoscrizione elettorale che metteva in palio 20 seggi (Camera).
A me pare incredibile che i mitici Padri Costituenti non avessero capito quello che sarebbe successo: il controllo preciso e puntale del voto! Facciamo un esempio... io sono il capolista del partito A. In campagna elettorale incontro la gente...gli elettori... Oh, Cuneoman! Ma che piacere! Eh... lo so, lo so che hai già fatto tanti concorsi: Poste, Ferrovie, Scuola, Finanza... mah! Purtroppo niente, vero? Io... sì, se andiamo al Governo beh, qualcosa posso fare... non ti prometto niente
ma se vinciamo...beh, se vinciamo vedrai che qualcosa mi invento per sistemarti... Ah, se decidessi di votarci, metti le quattro preferenze. Non scrivere i nomi, metti i numeri con i quali appaiono nella lista...io ti suggerisco chi mettere. Quattro bravi ragazzi. Scrivi i numeri 26,12,79,41. Grazie eh... Vedrai che se vinciamo... Ciao Cuneoman, stammi bene.
Adesso, scrivere per caso 26,12,79,41 c'è la probabilità su 37.957.920 (Disposizioni di 4 elementi di classe 80= 90x79x78x77). Miglior controllo del voto di questo non so cosa i Padri Costituenti avrebbero potuto inventarsi.
Senza offesa per nessuno, tanto per capire meglio, la Regione con il minor numero di elettori che esprimevano la preferenza era la Lombardia: 14 elettori su cento. Quella con il maggior numero era la Calabria: 92 elettori su cento.
Insomma nel 1991, il popolo inferocito votò un referendum per ridurre le preferenze ad una sola. L'affluenza fu del 62,5%.
I SI' furono il 95,57% ed i NO il 4,43%.
Questa Legge elettorale con una sola preferenza fu usata solo nelle elezioni del 1992. Poi fu varata un'altra legge che nelle elezioni politiche aboliva la preferenza.
Nelle democrazie liberali dove la Legge elettorale è ad impianto proporzionale (nel maggioritario uninominale ovviamente non possono esistere le preferenze) circa la metà permettono la preferenza e l'altra metà hanno liste bloccate.