Non sono solo stronzate, questa è una questione che assai più grave di una stronzata ... da chi poi si dichiara contro l'odio.
I carabinieri presenti che non hanno mollato né la donna e né la bambina dal momento che è morta in culla e dovevano curare i dovuti accertamenti, HANNO SMENTITO l'accaduto.cuneoman ha scritto: 19 dic 2019, 17:37 https://www.ilsussidiario.net/news/taci ... a/1961856/
L’ospedale non smentisce né conferma e in una nota pubblica spiega «La direzione sanitaria dell’ospedale di Sondrio è intervenuta spiegando che le frasi riportate da Francesca non possono essere né confermate, né smentite. Il personale in servizio non le ha assolutamente sentite.[NdM. non era presente in sala d'attesa in quel momento]
[...]
Francesca Gugiatti, maestra in una scuola primaria e assessore nel Comune di Montagna in Valtellina (Sondrio), ha raccontato prima in piazza con le Sardine quanto avvenuto e poi anche sui social risvegliando l’attenzione delle cronache nazionali: pare che fosse presente al momento degli insulti alla mamma nigeriana
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Aperta ufficialmente un’inchiesta
Non mi esprimo, ci sono troppi pochi elementi e contrastanti per ora
Fossi il comune mi presenterei parte civile contro la "Peppina Sardina" e le farei passare la voglia avendo tentato di far passare da bestie i miei concittadini.cuneoman ha scritto: 19 dic 2019, 18:13 Aprendo una inchiesta è poi difficile insabbiare, se fosse diffamazione, anche senza accusare una o più persone in particolare, un conto è dirlo in privato, un'altro davanti a migliaia di persone! E poi se fosse l'unica testimone sarebbe ben difficile crederle!!
PS Al pronto soccorso prendono i dati solo dei pazienti, non dei familiari, accompagnatori e amici. Almeno, a me è capitato l'anno scorso di andare in 2 diversi, in entrambi i casi ho fatto avanti e indietro senza controlli. Certo, qualcuno ti deve aprire la porta per superare la sala d'attesa, ma basta dire "sono con..." o "devo parlare con..." e ti fanno entrare, almeno negli ospedali in questione
Non penso che i carabinieri fossero presenti prima della morte, a meno che non fossero lì per altri motivi. E dubito che qualcuno possa dire certe cose di fronte ai Carabinieri. Per il resto ci sarà l'inchiesta a fare un pò più di luce.Alfa ha scritto: 19 dic 2019, 18:10 I carabinieri presenti che non hanno mollato né la donna e né la bambina dal momento che è morta in culla e dovevano curare i dovuti accertamenti, HANNO SMENTITO l'accaduto.
Ai sinistri non resta che trovare delle stupide sardine, ammaestrarle da "falsi" testimoni e andarsi a fare fottere da mamma Peppa Pig.
L'origine congolese è stata, invece, il fulcro degli attacchi mossi contro di lei da Erminio Boso e Mario Borghezio. Pur con alcuni distinguo nei giorni successivi la stampa ha registrato numerosi altri attacchi razzisti provenienti dalla Lega e da altre formazioni politiche. Il ministro ha affermato che avrebbe seguito il principio della non violenza e che non avrebbe risposto alle provocazioni.
Il 13 luglio 2013, il Vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, durante una manifestazione della Lega Nord, ha rivolto dal palco alcuni insulti ai danni della Kyenge, definendola «un orango». L'episodio ha scatenato reazioni di condanna da parte di esponenti di ogni area del mondo politico italiano, del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente del Consiglio Enrico Letta, dei Presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Pietro Grasso, dell'ONU, del Vaticano e di Famiglia Cristiana. La notizia ha avuto una grande eco mediatica anche sulla stampa estera. Flavio Rizzo, professore dell'università di Tokyo, mette la dinamica razziale dietro il caso Kyenge nel contesto di una incapacità italiana nel relazionarsi con la diversità. A seguire la pressione mediatica internazionale diversi esponenti di partiti politici italiani e lo stesso Presidente del Consiglio Enrico Letta[41] hanno chiesto le dimissioni di Roberto Calderoli dalla carica di Vicepresidente del Senato.
E poi mi cheto, visto che mi sembra di parlare con il mio cazzo.cuneoman ha scritto: 19 dic 2019, 18:21Non penso che i carabinieri fossero presenti prima della morte, a meno che non fossero lì per altri motivi. E dubito che qualcuno possa dire certe cose di fronte ai Carabinieri. Per il resto ci sarà l'inchiesta a fare un pò più di luce.Alfa ha scritto: 19 dic 2019, 18:10 I carabinieri presenti che non hanno mollato né la donna e né la bambina dal momento che è morta in culla e dovevano curare i dovuti accertamenti, HANNO SMENTITO l'accaduto.
Ai sinistri non resta che trovare delle stupide sardine, ammaestrarle da "falsi" testimoni e andarsi a fare fottere da mamma Peppa Pig.
Io comunque di queste cose ne sento parecchie sui social e in ambienti lavorativi.
Che poi, non era stato Calderoli a definire la Kyenge un Orango, dopo vari insulti anche da Borghezio e altri leghisti?L'origine congolese è stata, invece, il fulcro degli attacchi mossi contro di lei da Erminio Boso e Mario Borghezio. Pur con alcuni distinguo nei giorni successivi la stampa ha registrato numerosi altri attacchi razzisti provenienti dalla Lega e da altre formazioni politiche. Il ministro ha affermato che avrebbe seguito il principio della non violenza e che non avrebbe risposto alle provocazioni.
Il 13 luglio 2013, il Vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, durante una manifestazione della Lega Nord, ha rivolto dal palco alcuni insulti ai danni della Kyenge, definendola «un orango». L'episodio ha scatenato reazioni di condanna da parte di esponenti di ogni area del mondo politico italiano, del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente del Consiglio Enrico Letta, dei Presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Pietro Grasso, dell'ONU, del Vaticano e di Famiglia Cristiana. La notizia ha avuto una grande eco mediatica anche sulla stampa estera. Flavio Rizzo, professore dell'università di Tokyo, mette la dinamica razziale dietro il caso Kyenge nel contesto di una incapacità italiana nel relazionarsi con la diversità. A seguire la pressione mediatica internazionale diversi esponenti di partiti politici italiani e lo stesso Presidente del Consiglio Enrico Letta[41] hanno chiesto le dimissioni di Roberto Calderoli dalla carica di Vicepresidente del Senato.
Scusa, ma prima di chiedere "la testa" di qualcuno, non sarebbe meglio capire cosa è successo e chi ha ragione? Se ci fossero altri testimoni? O registrazioni? O rei confessi? Si rischia di far la fine dell'omicidio Sacchi, dove Salvini è partito in quarta, dopo pochi giorni si è scoperta tutta la faccenda!! Idem per il caso Cucchi, lì però le prove erano evidenti, però era comodo cavalcare la scena, infischiandosene delle vittime, della giustizia e degli italiani.Alfa ha scritto: 19 dic 2019, 18:18 Fossi il comune mi presenterei parte civile contro la "Peppina Sardina" e le farei passare la voglia avendo tentato di far passare da bestie i miei concittadini.
Un fatto del genere non ha bisogno di scavare per trovare testimoni, questi si sarebbero già presentati spontaneamente, come avrei fatto io.
La sardina ora deve pagare.
Sinistri, carogne, rimanete nelle fogne invece che tra le personi civili. Un giorno verrete "educati".
"casi che non c'entrano niente"???? Ma se è la stessa cosa, razzismo gratuito, lì perfino in un comizio e ripetuto nel tempo!! Non ricordo se Calderoli è stato pure condannato!!!Alfa ha scritto: 19 dic 2019, 18:26 E poi mi cheto, visto che mi sembra di parlare con il mio cazzo.
I carabinieri o la polizia sono sempre presenti in un PS.
Tu dici "Non penso che i carabinieri fossero presenti prima della morte", apparte erano presenti e poi il fatto sarebbe accaduto dopo la morte e non prima.
Certo che tentare di difendere l'indifendibile.....bisogna essere solo dei bravi figli di buona donna.
Vai a riprendere casi che non c'entrano niente.....a quando l'olocausto. Imbecille.
Il post è stato fatto su uno specifico caso, se vuoi una discussione su Calderoli nessuno ti vieta di aprirla, ma fino ad allora...smetti di fare l'imbecille.cuneoman ha scritto: 19 dic 2019, 18:31"casi che non c'entrano niente"???? Ma se è la stessa cosa, razzismo gratuito, lì perfino in un comizio e ripetuto nel tempo!! Non ricordo se Calderoli è stato pure condannato!!!Alfa ha scritto: 19 dic 2019, 18:26 E poi mi cheto, visto che mi sembra di parlare con il mio cazzo.
I carabinieri o la polizia sono sempre presenti in un PS.
Tu dici "Non penso che i carabinieri fossero presenti prima della morte", apparte erano presenti e poi il fatto sarebbe accaduto dopo la morte e non prima.
Certo che tentare di difendere l'indifendibile.....bisogna essere solo dei bravi figli di buona donna.
Vai a riprendere casi che non c'entrano niente.....a quando l'olocausto. Imbecille.
PS Non so dove abiti, ma almeno i provincia di Cuneo i Carabinieri se ne stanno in caserma o per le strade, spesso al bar (è solo una battuta!), in ospedale ci vanno solo per accompagnare un ferito in un incidente stradale e solo se ce n'è motivo o se devono interrogare/evitare che scappi uno che ha bisogno di cure mediche!!