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ILVA, che ne pensano i sovranisti?

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Valerio
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Re: ILVA, che ne pensano i sovranisti?

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Condivisibile.

Ma niente mezze misure: niente soldi pubblici, tranne che per la sanificazione, e conversione al gas o all'elettrico a carico di chi vuole veramente fare affari producendo acciaio e non fa certo giochini finanziari.
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serge
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Re: ILVA, che ne pensano i sovranisti?

Messaggio da leggere da serge »

Sayon ha scritto: 21 nov 2019, 15:47
Valerio ha scritto: 21 nov 2019, 12:58 Carletto, l'acciaio (ferro additivato di carbonio) e l'alluminio sono i minerali più abbondanti nella crosta terrestre, dopo il silicio.

Per quello troviamo utile ed economico utilizzarlo in misura massiccia nella nostra società tecnologica. Ed è pure riutilizzabile all'infinito. E questo vuole anche dire che c'è una grande competizione nella sua produzione. E che si può scegliere il prodotto migliore al prezzo migliore, senza bisogno di avere un'acciaieria italiana.

Se invece parliamo di infrastrutture, nessun privato si mette a realizzare un'autostrada o un porto di propria iniziativa. Ma lo Stato, invece, è tenuto a realizzarle. E siccome non è in grado di gestirne la costruzione, deve affidare i lavori ad una azienda in appalto.

E qui casca l'asino. O meglio, qui i furbi hanno trovato il modo di rubare alla collettività. Anche perché l'Italia non fucila gli ingegneri che costruiscono male un'infrastruttura commissionata, come fanno in Cina.

Ma qui andiamo in un argomento che merita di essere trattato separatamente. Aggiungo solo che io non ho la tua fiducia sul "gestire bene" come condizione per affidare un bene dello Stato a qualcuno. Forse ne ho viste troppe.
Il ferro e l' aciaio saranno "comuni" ma le acciaierie costano un occhio della testa e poche nazioni possomo permettersele. Se l' Italia gia' ce l'ha DEVE usarla magari limitando la produzione ad acciai"speciali" meno rintracciabili sul mecato. Il problema dell' ILVA e' ambientale ma risolvibile. Ho suggerito ad esempio la rilocazione degli abitati sottovento (costruiti assurdamente troppo vicini alla acciaiera). Il problema e' in Italia non esiste cooperazione provicua, ci sono troppi pasticcioni e trooe interferenze politiche. Ma anche questo sarebbe risolvibile usando consulenti esperti (italiani e stranieri) e ascoltando, mettendo in pratica le loro racomandazioni. La politica deve intervenire solo alla fine, dopo aver ASCOLTATO e CAPITO.
Dubito sul fatto che i rappresentanti dei 5S VOGLIANO sentire e possano CAPIRE......
BangHead
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carletto3
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Re: ILVA, che ne pensano i sovranisti?

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Valerio ha scritto: 21 nov 2019, 12:58 Carletto, l'acciaio (ferro additivato di carbonio) e l'alluminio sono i minerali più abbondanti nella crosta terrestre, dopo il silicio.

Per quello troviamo utile ed economico utilizzarlo in misura massiccia nella nostra società tecnologica. Ed è pure riutilizzabile all'infinito. E questo vuole anche dire che c'è una grande competizione nella sua produzione. E che si può scegliere il prodotto migliore al prezzo migliore, senza bisogno di avere un'acciaieria italiana.

Se invece parliamo di infrastrutture, nessun privato si mette a realizzare un'autostrada o un porto di propria iniziativa. Ma lo Stato, invece, è tenuto a realizzarle. E siccome non è in grado di gestirne la costruzione, deve affidare i lavori ad una azienda in appalto.

E qui casca l'asino. O meglio, qui i furbi hanno trovato il modo di rubare alla collettività. Anche perché l'Italia non fucila gli ingegneri che costruiscono male un'infrastruttura commissionata, come fanno in Cina.

Ma qui andiamo in un argomento che merita di essere trattato separatamente. Aggiungo solo che io non ho la tua fiducia sul "gestire bene" come condizione per affidare un bene dello Stato a qualcuno. Forse ne ho viste troppe.
Valerio....ti sfuggono due particolari.
Hai idea di quale porto occorrerebbe utilizzare per magazzinare le tonnellate di acciaio che servono alla nostra nazione?Per non parlare dei costi soggetti alla fluttuazione di mercato.Hai idea di quante tonnellate di putrelle per ferrovia smercia ogni giorno Piombino?Per non parlare dell'acciaio per le armature delle costruzioni,i laminati notmali e speciali per la produzione di lavelli,tubi da idraulica,auto ecc... ecc....non possiamo dipendere dall'estero....una nazione che gia' ha le acciaierie e producono il miglior acciaio in commercio ,e una nazione che si dice industrializzata deve avere le sue acciaierie proprio per non dipendere da altri.Se si ferma la produzione o l'arrivo dell'acciaio importato la Nazione si ferma.L'acciao è strategico per qualsiasi nazione industrializzata.
Il gestire bene,significa un controllo semestrale delle attivita' da parte di commissioni ad hoc,non politiche e serie....non corruttibili....So che è quasi impossibile ,ma almeno che le ruberie siano ridotte ai minimi termini.
Ne va del nostro futuro.....
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cuneoman
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Re: ILVA, che ne pensano i sovranisti?

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carletto3 ha scritto: 21 nov 2019, 18:34
Valerio ha scritto: 21 nov 2019, 12:58 Carletto, l'acciaio (ferro additivato di carbonio) e l'alluminio sono i minerali più abbondanti nella crosta terrestre, dopo il silicio.

Per quello troviamo utile ed economico utilizzarlo in misura massiccia nella nostra società tecnologica. Ed è pure riutilizzabile all'infinito. E questo vuole anche dire che c'è una grande competizione nella sua produzione. E che si può scegliere il prodotto migliore al prezzo migliore, senza bisogno di avere un'acciaieria italiana.

Se invece parliamo di infrastrutture, nessun privato si mette a realizzare un'autostrada o un porto di propria iniziativa. Ma lo Stato, invece, è tenuto a realizzarle. E siccome non è in grado di gestirne la costruzione, deve affidare i lavori ad una azienda in appalto.

E qui casca l'asino. O meglio, qui i furbi hanno trovato il modo di rubare alla collettività. Anche perché l'Italia non fucila gli ingegneri che costruiscono male un'infrastruttura commissionata, come fanno in Cina.

Ma qui andiamo in un argomento che merita di essere trattato separatamente. Aggiungo solo che io non ho la tua fiducia sul "gestire bene" come condizione per affidare un bene dello Stato a qualcuno. Forse ne ho viste troppe.
Valerio....ti sfuggono due particolari.
Hai idea di quale porto occorrerebbe utilizzare per magazzinare le tonnellate di acciaio che servono alla nostra nazione?Per non parlare dei costi soggetti alla fluttuazione di mercato.Hai idea di quante tonnellate di putrelle per ferrovia smercia ogni giorno Piombino?Per non parlare dell'acciaio per le armature delle costruzioni,i laminati notmali e speciali per la produzione di lavelli,tubi da idraulica,auto ecc... ecc....non possiamo dipendere dall'estero....una nazione che gia' ha le acciaierie e producono il miglior acciaio in commercio ,e una nazione che si dice industrializzata deve avere le sue acciaierie proprio per non dipendere da altri.Se si ferma la produzione o l'arrivo dell'acciaio importato la Nazione si ferma.L'acciao è strategico per qualsiasi nazione industrializzata.
Il gestire bene,significa un controllo semestrale delle attivita' da parte di commissioni ad hoc,non politiche e serie....non corruttibili....So che è quasi impossibile ,ma almeno che le ruberie siano ridotte ai minimi termini.
Ne va del nostro futuro.....
Non posso dire troppo, ma l'azienda per cui lavoro compra l'acciaio da fornitori esteri, principalmente 2, nonostante in provincia esista un'acciaieria del gruppo ILVA. Quindi tanto conveniente non è. Poi dipende anche la qualità e il tipo di acciaio che uno vuole
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cuneoman
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Re: ILVA, che ne pensano i sovranisti?

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Valerio ha scritto: 21 nov 2019, 15:34 AM voleva solo liquidare un concorrente.

In USA esistono aziende che fanno solo questo tipo di speculazione. Ora hanno paura per le conseguenze giudiziarie.
Negli USA chi fa queste cose viene mandato in galera, altro che paura giudiziaria!!
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Valerio
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Re: ILVA, che ne pensano i sovranisti?

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carletto3 ha scritto: 21 nov 2019, 18:34
Valerio ha scritto: 21 nov 2019, 12:58 Carletto, l'acciaio (ferro additivato di carbonio) e l'alluminio sono i minerali più abbondanti nella crosta terrestre, dopo il silicio.

Per quello troviamo utile ed economico utilizzarlo in misura massiccia nella nostra società tecnologica. Ed è pure riutilizzabile all'infinito. E questo vuole anche dire che c'è una grande competizione nella sua produzione. E che si può scegliere il prodotto migliore al prezzo migliore, senza bisogno di avere un'acciaieria italiana.

Se invece parliamo di infrastrutture, nessun privato si mette a realizzare un'autostrada o un porto di propria iniziativa. Ma lo Stato, invece, è tenuto a realizzarle. E siccome non è in grado di gestirne la costruzione, deve affidare i lavori ad una azienda in appalto.

E qui casca l'asino. O meglio, qui i furbi hanno trovato il modo di rubare alla collettività. Anche perché l'Italia non fucila gli ingegneri che costruiscono male un'infrastruttura commissionata, come fanno in Cina.

Ma qui andiamo in un argomento che merita di essere trattato separatamente. Aggiungo solo che io non ho la tua fiducia sul "gestire bene" come condizione per affidare un bene dello Stato a qualcuno. Forse ne ho viste troppe.
Valerio....ti sfuggono due particolari.
Hai idea di quale porto occorrerebbe utilizzare per magazzinare le tonnellate di acciaio che servono alla nostra nazione?Per non parlare dei costi soggetti alla fluttuazione di mercato.Hai idea di quante tonnellate di putrelle per ferrovia smercia ogni giorno Piombino?Per non parlare dell'acciaio per le armature delle costruzioni,i laminati notmali e speciali per la produzione di lavelli,tubi da idraulica,auto ecc... ecc....non possiamo dipendere dall'estero....una nazione che gia' ha le acciaierie e producono il miglior acciaio in commercio ,e una nazione che si dice industrializzata deve avere le sue acciaierie proprio per non dipendere da altri.Se si ferma la produzione o l'arrivo dell'acciaio importato la Nazione si ferma.L'acciao è strategico per qualsiasi nazione industrializzata.
Il gestire bene,significa un controllo semestrale delle attivita' da parte di commissioni ad hoc,non politiche e serie....non corruttibili....So che è quasi impossibile ,ma almeno che le ruberie siano ridotte ai minimi termini.
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A Gioia Tauro c'è un sacco di spazio. E l'acciaio si paga in base alla qualità richiesta e saggiata.

Siamo un popolo industriale, compriamo materia prima e la trasformiamo. Ma possiamo anche comprare semilavorati, guadagnando un po' meno.
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Valerio
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Re: ILVA, che ne pensano i sovranisti?

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Non capisco. Con le mie conoscenze limitate di amministrazione contabile del personale, 5.000 esuberi ILVA, assunti dallo Stato, costerebbero circa 170 milioni l'anno. Lo Stato ne dovrebbe ricevere 180 di affitto.

Ma qual'è il problema? Le due partite si pareggiano, A-M avrebbe la sua ristrutturazione, quelle maestranze in esubero potrebbero venire impiegate nel risanamento di Taranto e quei poveri disgraziati verrebbero accompagnati alla pensione senza traumi ulteriori.

Cosa mi manca? Forse i 33 denari d'argento per i Sindacalisti?
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cuneoman
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Re: ILVA, che ne pensano i sovranisti?

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Il problema è che AM non vuole Taranto e non vuole cacciarci una lira, ha ottenuto cosa voleva.
Poi dei 5.000 non hai contato l'indotto e il giro di affari intorno.
Poi se abbassi le produzioni probabilmente alzi enormemente i costi, quindi perdi clienti e così via.
Poi l'idea del "togli qua e metti là" non funziona, non puoi prendere un tecnico specializzato con 38 anni di esperienza e 60 di età a dare il bianco o costruire una parete in mattoni, sono persone non numeri.
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serge
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Re: ILVA, che ne pensano i sovranisti?

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Poi l'idea del "togli qua e metti là" non funziona, non puoi prendere un tecnico specializzato con 38 anni di esperienza e 60 di età a dare il bianco o costruire una parete in mattoni, sono persone non numeri.
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Valerio
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Re: ILVA, che ne pensano i sovranisti?

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Pare che il visionario sparacazzate del Forum (io me), non fosse tanto fuori di testa quando propendeva per l'ipotesi di sanificazione della produzione industriale dell'acciaio a Taranto.

Dato che l'Editto della magistratura vuole che venga spento l'altoforno 2, si comincia a prospettare la seria possibilità di sostituirlo con un impianto di fusione elettrico.

Cosa che oltre alla riduzione di CO2 comporterebbe anche una riduzione dei costi e della bolletta energetica, con la riattivazione degli impianti eolici bloccati per surplus di produzione e mancanza di "dorsali" Terna.

Se così sarà, speriamo che la Magistratura imponga anche la chiusura degli altri.

E gli esuberi vengano impiegati nella riqualificazione ecologica degli impianti. E a chi mi diceva che un tecnico di 60 anni non può essere messo a scavare fanghi tossici, ricordo che dietro ad ogni squadra di operai ci sono tecnici ed ingegneri a guidarli. Per non parlare degli impianti di smaltimento da progettare e realizzare.
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